Quando chiami l’enel e ti risponde un centralinistra gentilissimo che ti tiene al telefono per fare mille controlli e vedere quanto risparmi con la nuova tariffa, se ti conviene, che ti spiega cosa consuma di più e di meno, ti viene voglia di chiedergli l’indirizzo e mandargli un pacco regalo.
Dopotutto, in questo periodo, di persone gentili non ne ho davvero incontrate. Anzi, meglio: di persone non ne ho davvero incontrate. Una volta era più facile, conoscere gente. Si andava a scuola e già si conoscevano almeno 20 persone nella propria classe. Per non parlare del carnet di persone conoscibili nella pausa sigaretta in bagno, o nei pomeriggi nella sala caffè. Poi si prendeva il pullman, e altre 50 persone eccole lì. Pronte da conoscere, bastava scegliere.
Ora tra viaggi in macchina solitari, uffici con la stessa (poca) gente ogni giorno, locali affollati e rumorosi in cui ognuno sta nel suo piccolo cerchio di amici, conoscere diventa più difficile; anche se in effetti, anche quando potevo *conoscere* tenevo le distanze. Dopotutto ci sono voluti solo otto anni per legare con un gruppo di miei ex compagni di classe che vedevo ogni giorno. Potrei integrarmi un po’ meglio con i *suoi* amici, ma non mi va. Dopotutto, sono i *suoi* amici, e queste cose è sempre meglio tenerle separate; e poi sono di milano, che me ne faccio di conoscenti a 200km di distanza? Tantovale che mi metto a fare corrispondenza con l’Australia. Ma poi, alla fine, che me ne faccio di conoscenti?
Boh, straparlo e basta, mi sa. E’ che non ho poi molto da dire; non vedo gente, faccio fotografie, lavoro, esco a bermi coca e malibù, guardo telefilm.