Era diverso tempo che non si riscontrava nel panorama della musica italiana una tale capacità di descrivere con immediatezza il rapporto tra il mondo empirico ed extrasensoriale come nel riuscito esperimento del cantautore Immanuel, ormai vero cult della Rete e dei suoi motori di ricerca. Unendo infatti il desiderio eterno di felicità dell’uomo alla saggezza del mondo orientale, il giovane artista poliedrico racconta le esperienze di apertura della propria anima e del proprio corpo al totale abbandono verso l’Infinito che tutti ci circonda mediante l’incontro con un antico rimedio omeopatico. Nonostante il tema non sia facilmente riscontrabile nel genere della canzonetta esso risulta subito comprensibile ed apprezzato grazie ad un arrangiamento e una melodia di immediato ascolto che, mescolando le particolari doti canore dell’Artista a cori multietnici di accompagnamento, producono un effetto di partecipazione e immedesimazione riguardo al contenuto delle parole.

Ho trovato questa recensione navigando qua e là per i blog (chiedo scusa all’autore ma temo di aver perso il credit, che metterò volentieri nel caso si facesse vivo nei commenti).
Allora, che si fa? Dopo una recensione del genere il minimo era ascoltare il pezzo, questo famoso Bukkake di Immanuel. Beh, che dire, concordo con la recensione parola per parola: è uno dei brani migliori che abbia ascoltato negli ultimi anni, colpisce davvero, e rimane in testa per giorni. Credo sicuramente che entro l’estate prossima questo singolo sarà quanto meno passato per ogni radio, ad ogni ora (ne ho già un po’ la nausea, a pensarci, ma se lo merita davvero).