Visto che girare tra i blog random mi fa solo venire il nervoso (agganciandomi al post di prima, il 99% della blogosfera è innavigabile), continuo a guardare la tv. Erano anni che non la guardavo; si sta meglio, senza tv. Però, ecco, ti senti un po’ cretina quando la gente cita o mima o ricorda pubblicità (e succede ogni cinque minuti; voi che lo sapete non ve ne accorgete mica, ma io che non capisco sì). Quando guardavo la tv ero pubblicità dipendente: non ho mai guardato davvero i programmi, a parte qualcuno o qualche cartone animato; io guardavo la pubblicità, e ho un sacco di canzoni che ne erano colonne sonore (sure took of magic . pan di stelle, dead for you . larios dry gin, trigger hippie . candy). Poi, senza tv, ho ovviamente incominciato con le colonne sonore dei film, quelle canzoni da scrubs, perlopiù (new slang . the shins, mad world . tears for fear, everybody’s gotta learn sometime . beck, the blower’s daughter . damien rice).
Ora, però, che la scheda tivì funziona di nuovo, ricompare l’ossessione delle pubblicità. Che poi io scoppio in pianti disperati per qualsiasi film, ma non solo; anche per le pubblicità. Come quella della findus, credo (non le ricordo mica, le marche, anche se mi piacciono le pubblicità), quella dell’adesso – non adesso, quella con perfect day . lou reed, in sottofondo (proprio la stessa di trainspotting), che continuo a piagnucolare ogni volta che la vedo. E poi c’è quella della swiffer, con i cattura polvere che fanno le orecchiette e le zampine di animaletti anti-polvere che sono adorabili, e allora rido. Poi ci sono le pubblicità come quella della vodafone, quella con quella bellissima canzone in sottofondo che non so che canzone sia, quella che se in fondo non scrivessero vodafone, mica lo sai che è una pubblicità di una compagnia telefonica: la vita bussa alla tua porta, o qualcosa del genere; e questo genere pubblicità mi fanno rimuginare su mille cose. Insomma, ormai sono più serie e impegnate le pubblicità dei film.