Ce l’ho fatta. Era da prima di Natale che nell’email si accumulavano post, ero arrivata a quasi 300, ed ora sono solo più ventidue, di due soli blog, e voglio leggerli giorno per giorno. Vi ho letti tutti; non lascio commenti, si sa, che le cose che ho da dire sui vostri blog sono troppe banali e sicuramente rovinerebbero qualunque atmosfera creata nella lettura; lascio sparsi qua e là « bel post », per quei post che mi colpiscono più degli altri, ma a volte dimentico di scriverlo e lo penso soltanto. Leggo repubblica e i sentimenti sono sempre quelli, sempre gli stessi da affrontare: disgusto, rabbia, fastidio, noia per i venti articoli su vicende inutili, sorpresa di quanta poca gente degna di vivere ci sia al mondo.
E il resto è sempre uguale, sono qui che cerco di far quadrare i conti, che lavoro, che cerco di finire i lavori esterni e trovare allo stesso tempo un po’ di tempo per *lui*. Non mi sento particolarmente felice di come vanno le cose ora come ora, probabilmente lo sarò di più al prossimo stipendio. Non mi sento nemmeno particolarmente felice del fatto che il padrone di casa (irreperibile come sempre), non rispettando gli accordi, mi abbia escluso dall’invio dei resoconti delle spese, che quest’anno ho pagato ben di più di quanto dovevo (pagando mensilmente una quota fissa) e secondo gli accordi ci dovrebbe essere un conguaglio. Non mi sento particolarmente cambiata in questo nuovo anno così come non sono cambiate le cose che mi circondano. Stessi amici, stessa gente che dice e fa le stesse cose, stessi atteggiamenti, stessi locali, stesso tutto. E mi stupisco ancora che la gente, qui, entri in ufficio senza suonare, come fossero a casa loro, chiedendo dov’è "comunicazione" e risponda ai nostri sguardi dubbiosi precisando "Eventi e Progetti di comunicazione"; come abbreviare "Sit S.r.l." con esseerreelle. Insomma, ma cosa cazzo passa per la testa, alla gente?