Ed eccomi qua, dopo due settimane di ferie, che me ne torno in ufficio. Stamattina il cielo era grigio e piovoso e questo ha aiutato decisamente a mettere su lo spirito lavorativo adatto. Che ovviamente è scemato dopo i primi dieci minuti di lavoro: troppa stanchezza arretrata. In queste vacanze tra viaggi all’ikea, montaggi di mobili, pulizie, piantaggio piantine, giocate a gta st. andreas fino alle 4 di notte mi sono riposata ben poco.
Sono talmente tante le cose da raccontare che non credo riuscirò a farlo, dimenticherei due cose sì e una no, quindi evito a priori di fare favoritismi agli eventi.
Mi limito alle foto dei regali, o meglio, del *suo* regalo, più che adorato (vedendo cos’è converrete tutti sul fatto che sia stato forgiato appositamente per me):
foglia d'aceroCi sono anche un pigiama morbidoso, un completino di intimo, due o tre regalini da parte di mia cugina, qualche banconota di piccolo taglio da parenti vicini e lontani, la scatola di cioccolatini dall’ufficio.
A parte i regali di Natale, il Capodanno è passato bene, a casa di amici, dei *suoi* amici, niente di sfavillante, niente di deludente, niente di stressante: una serata naturale, non so che aggettivo si possa utilizzare per esprimere l’idea dello stare in tranquillità trasparente.
Mi sono divisa tra la mia amata cittadina e la periferia di Milano, mettendo da parte princìpi ed orgoglio e campeggiando a casa sua per qualche giorno, dove sono riuscita miracolosamente a parlare un pochino di più con gli altri abitanti della casa, e strappare addirittura tre ciao a suo padre, detti evidentemente per errore ma che io annoto in attesa che arrivati a dieci, per bonus, mi sia permesso dare liberamente del tu.
Il mio nuovo anno spirituale, i miei buoni propositi, le mie piccole rivoluzioni alle abitudini e alle cose da rivoluzionare sono passati da molto più tempo di quanto non ne sia passato dal fatidico primo minuto del primo gennaio. Era settembreottobre e adesso sembra davvero lontano, tanto che se guardo indietro non li vedo più, quei binari storti che stavo seguendo e che ora sono tutti ben bene raddrizzati. Questo Capodanno ha semplicemente portato aggiornamenti finanziari; saldate tutte le bollette arretrate, acquistati i mobili e le cose che dovevo acquistare (come gli occhiali nuovi, ad esempio), saldati alcuni conti da saldare. Ed è un po’ come tagliare un cordone ombelicale che per un filo ancora mi tratteneva alla vecchia casa, alle vecchie abitudini, a vecchi episodi e a vecchi modi di organizzarmi e vivere la vita.
E dopotutto l’anno inizia felicemente, un po’ guardingo ma quanto basta per evitare di inciampare, o almeno così si spera.