Settimana piena, migliorie su iobloggo (per iniziare bene l’anno nuovo), cene da parenti vari (non ne posso più), lavoro, riposo, incubi notturni.
Io e *lui* non potremo passare il Natale insieme, ovviamente. D’altronde, quando mai s’è visto che andasse qualcosa come si sperava/desiderava in queste situazioni? Lui non può certo venire a passarlo qua, quindi potrei passarlo io da lui, ma no, no, percarità. La tradizione vuole che siano loro da soli, e non mi conoscono abbastanza (sarà perchè la decina di volte che sono rimasta lì venivo trattata come un’estranea inopportuna? mah), e via dicendo. Non capisco, davvero, non capisco. E onestamente non mi interessa neanche quasi più. Solo che mi andava, per un anno, poter pensare di passare il natale con le persone a cui voglio bene, nel caso specifico *lui*. E invece dovrò passare l’ennesimo natale ipocrita in famiglia, l’ennesimo natale da sola, visto che anche se ci fossero venti persone, ci sarebbe comunque un baratro tra quello che sarà e il sentirsi veramente circondati di persone a cui si vuole bene. Bah, per ora non riesco a pensarci senza provare risentimento; si può essere così egoisti? Vuoi che tuo figlio rimanga in casa a natale, ed è anche giusto, è bello, ma non può deicdere di passare il natale anche con altre persnoe, solo perchè si è talmente chiusi che io, dopo così tanto tempo, sono ancora un’estranea. Alle volte mi chiedo come facciano a ricordarsi come mi chiamo. Però davvero, dopo più di un anno, ne ho davvero abbastanza. Come dicevo ieri, si sa che non sono una persona paziente e che sono troppo orgogliosa. Dopo più di un anno, dicevo, mi sono stufata di elemosinare, anche solo per una volta, un posto letto, come se arrecassi un disturbo immenso. Continuiamo a farmi fare la spola in treno avanti e indietro, tanto il treno è gratis; continuiamo a fare sempre in modo che sia lui a venire da me, tanto poi qua il trasporto è gratis e il cibo anche, da noi lo regalano per strada.
Uff. Mi sforzo, io, di pensare a renne, abeti, pacchettini e ciccioni con la barba, ma non riesco a tenere in testa pensieri gioiosi e cristallini, natalizi. Ho ben altro genere di pensieri, ora.

Quindi il programma è: *lui* viene qui domani, in treno. Stiamo insieme, facciamo i regali di natale, poi sabato sera andiamo in treno da *lui* e usciamo a festeggiare con i suoi amici. Poi io me ne torno a casa la sera stessa, il giorno dopo pranzo dai miei e al pomeriggio lui torna giù. Pochi giri, eh?

I miei hanno mille difetti, hanno sbagliato molte cose, nell’educarmi e nell’allevarmi e nella vita famigliare. Se ne rendono conto anche loro, alle volte. Ma adesso, che non ho più dodici anni, se sanno che tengo a una persona non mi ostacolano e fanno in modo di integrarla, che gli stia simpatica o no. Buon viso a cattivo gioco, se necessario. Si rendono conto che non accettando *lui*, terrebbero a distanza anche me: il mio tempo è limitato e quando posso preferisco passarlo con *lui*, quindi o accettano anche *lui* o non posso sostituire *lui* con loro; i suoi non lo capiscono. Pretendono che lui stia a casa più spesso, ma pretendono che ci stia senza di me: come se abitassimo vicini e ci vedessimo già ogni sera. Non riesco a capire, cosa gli passa per la testa. Certo che sentirmi dire da mia zia di 72 anni che evidentemente sono un po’ all’antica, da’ da pensare, ecco.