E di quello che non scrivo.
Vorrei scrivere del fatto che *lui* è fortunato ad avere gli amici che ha, persone semplici, come si diceva al telefono mica quel genere di persone con cui inevitabilmente l’amicizia sfocia nel morboso e la compagnia diventa un covo di coltellate dietro la schiena, pettegolezzi, gelosie, invidie e rancori. Vorrei scrivere di ieri sera, dell’apprendere con sollievo che non era una mia strana invenzione il fatto che ci fossero due persone che assomigliavano a qualcuno: che non ero io che me lo stavo immaginando perchè per qualche motivo ci stavo pensando: io non ci stavo pensando, no davvero, finché non li ho visti. Vorrei scrivere del fatto che sono stanca, immensamente stanca, e che lo spirito natalizio mi sta abbandonando giorno dopo giorno, sole primaverile dopo sole primaverile, dannazione al tempo; dovrebbe nevicare, esserci nebbia o perlomeno piovere, altrimenti non si può avere spirito natalizio. Vorrei scrivere del racconto del mio commerciale sull’apparecchio per macchina fotografica che tramite un sistema di specchi scattava le foto di fianco, permettendogli di fare ritratti e riprendere espressioni naturali di gente all’oscuro di tutto, vorrei scrivere del fatto che è la miglior invenzione del mondo e lo devo avere. Vorrei scrivere della serata al cinema con *lui* e tia e ele, di Harry Potter.
Ma il computer fa strani rumori, io come ho detto sono stanca e come non ho detto ho un maldischiena impressionante e devo andare a mangiare qualcosa. Ne scriverò un altro giorno. Ma anche no.