Odio, detesto svegliarmi al mattino e avere già malditesta.
Credo sia colpa del gatto: stanotte verso le 5 mi sono svegliata perchè faceva casino, giocava nella sua stupida cassetta igienica con la sabbia; e grazie a dio che è coperta, se ripenso a prima, a quando mi inondava la stanza di ghiaia, mi vengono i brividi.
Stasera alle 6 prenderò il treno e andrò da *lui*. Il programma è di fare un salto all’ikea, mangiare lì (al venerdì c’è la promozione mangi in 2 paghi per 1) e poi fare un salto in un pub irlandese che frequenta sempre lui.
Per il lavoro va tutto benissimo: photo-effe è finito e uppato e se tutto va bene lo sfizzero mi darà i soldi al raduno. Per lacy ho finito tutte le modifiche, ora sto facendo fulci.it, il sito di beppe, per cui prenderò pochissimo ma che sarà davvero utile – si spera – a livello di pubblicità ed il possibile inizio di una collaborazione con lui, che ha un pacco di clienti e che ha parecchie richiesta di siti (che lui non sa fare, e qui arriva angy!) e poi passerò a fare il software di registrazione online per l’università popolare subalpina di biella, per cui prenderò un pochino di più.

Ho deciso che parlerò a luke circa quella faccenda del lavoro. Non mi va giù che lui non si renda conto che ho lavorato a gratis. Mi sembra di sgridare un bambino, ed è una cosa inutile visto che non intendo certo chiedergli di pagarmi o cose del genere; però credo sia giusto fargli capire dove ha sbagliato con il progetto (nel non tampinare il cliente) e con me (nel dire: meglio così, se il progetto è saltato), nel caso lavorasse mai con altri.

L’altro giorno mi ha chiamata beppe sul cellulare. Ovviamente non ho il suo numero, non ho più quasi nessun numero in rubrica, come dicevo qualche post fa. Appena ho risposto, lui ha detto « ciao ». In questa stupida era dei cellulari ormai tutti sanno chi chiama, nessuno è più abituato a dire « ciao, sono … ». E io non ho riconosciuto la voce. Per un attimo ho pensato fosse t., e mi sono agitata. Non so che genere di agitazione, so solo che era agitazione.
Anche se mi chiamasse luke, mi agiterei. Perchè sono risentita, arrabbiata e delusa e non so come comportarmi. E anche con t. i sentimenti sono quelli; forse anche peggiori, perchè mentre l’opinione che avevo di luke era 8, quella di t. era 10. E adesso sono entrambe sotto zero. Per la storia del lavoro, un pochino, ma non tanto; dopotutto sono due cose nettamente separate, lavoro e amicizia. Sono stata delusa, delusa dal chiedere un attimo di aiuto e non riceverne affatto. Nemmeno una sola chiamata « ti va di uscire stasera? » o un aperitivo, nel periodo in cui ne avevo più bisogno. Non è che ho chiesto soldi o cose che stravolgevano le loro abitudini. Anzi, loro ci sono sempre andati comunque a prenderseli, i loro fottuti aperitivi. E allora va bene, mi si conosce, il mio comportamento in questi casi è sempre un solo: una bella x sopra alla persona; come se nella testa avessi tante polaroid, alcune con le x, altre senza. E le x reversibili sono davvero pochissime. Dopotutto, quando arriva il momento della x, vuol dire che al soggetto in questione non gli interessa affatto di avere la x o no, dunque la reversibilità delle x sarebbe una cosa inutile.
Tutto questo per spiegare che mi sono agitata, di conseguenza mi sono sentita in colpa, dopodichè ho riflettuto sul genere di agitazione e ne ho dedotto che non c’era niente di cui sentirsi in colpa. Non era agitazione da cotta o interesse, era agitazione da incazzatura. Tutto qui.
Ciao ciao.