Era quasi una settimana che le avevo lì, nella loro cartella, da guardare. Le ultime tre puntate. E ho rimandato e rimandato, guardando altro, senza nemmeno rendermene conto.
Perchè metà dei dvd che ho fanno piangere? E perchè uno dei telefilm che ho amato di più mi fa scoppiare in lacrime a mezz’ora dalla fine? Cosa porta una persona a guardare cose che sa già che la faranno soffrire? Perchè non posso guardare e basta, no, certo che no. Confronto con la mia vita. Confronto la frase « Ma la relazione più importante, difficile ed emozionante, è quella che si ha con se stessi. E se trovi qualcuno che ti ama e che ami, beh, allora è davvero fantastico. » con me stessa. Ci credo anche io. Per quanto sia strano, per quanto la ritenga una cosa superficiale, per quanto creda che si dovrebbe vivere per qualcos’altro, alla fine mi guardo intorno e guardo me stessa e tutto quello che si cerca è sempre è solo quello.
C’è ben poco di bello nell’automigliorarsi, nell’essere soddisfatti di se stessi, della propria vita, se non c’è una persona, vicina, a cui farlo vedere. E non per vantarsi o per sentirsi apprezzati, ma semplicemente per condividere. Condividere è la parola chiave: non serve a niente una vita, se non ne condividi almeno una parte con qualcuno. E io. Io sono qui, alle due e mezza di venerdì notte, a condividere la mia con un pc.