« Buonanotte, e dai una carezza ai mici da parte mia. »
E un micio l’ho qui, in braccio. L’altro è chissà dove, probabilmente sul divano dei miei. Mia cugina l’ha visitata e ha detto che sta bene, vorrei riportarla a casa visto che a quanto pare è diventata la gatta più tranquilla al mondo (23 ore consecutive sul divano) ma sta cambiando i denti e io non sopporto l’odore che le sento addosso, odore di malato. E poi sbava. Le voglio tanto bene, eh, ma sbava. E io ho l’abitudine di lasciare vestiti ovunque e non voglio che sbavi su ogni cosa.
E intanto ci si scambia messaggi che non hanno senso, o che lo hanno, ma lo perdono per la situazione in sè. E io ho paura a sbilanciarmi. Non voglio far star male nessuno. E non voglio stare male io. E se non fossi in grado di mettere tutto da parte e incominciare a cuore aperto come vorrei? E se non fosse in grado lui? Troppe domande, nessuna risposta. Risposte impossibili da dare, ma che tutti e due abbiamo bisogno di avere, per anche solo pensare di cambiare la situazione.
« Non mi danno fastidio né i messaggi, né i saluti, e hai scritto cose belle che sento anch’io. Però i problemi che avevamo restano lì, e mi confondono senza che riesca a capire se e come si possano risolvere. »