E così guardando gli accessi al mio sito, trovo un cognome che mi è familiare.
E così ci clicco e vedo che ha messo su un mio calendario e scopro che è davvero familiare, perchè è una specie di amico/conoscente, con cui usciamo, alle volte.
E così penso. Ha visitato il mio sito per prendere il calendario. Chissà se si è chiesto chi era anija, chissà se sa che anija ero io. Chissà se ha cliccato sul tasto blog. Chissà se un conoscente qualsiasi ha letto tutti i cazzi miei (fino a poco tempo fa, il blog non era protetto) e se la prossima volta che lo vedo devo aspettarmi qualche "non sapevo che…", "ah ho letto che…" o cose del genere.
Tempo fa un ragazzo con cui avevo passato una notte e che mi aveva trattata con freddezza incredibile, dopo aver letto il mio blog, era tornato a chiedermi di uscire, scusandosi, perchè non pensava che fossi così, a vedermi nei locali. E dentro di me, invece che provare orgoglio per avergli fatto cambiare idea, ho provato una gran rabbia pensando che ero stata giudicata senza essere conosciuta non una sola volta, ma due. Come ci si può illudere di conoscere una persona leggendone il blog? O salutandola quando la si incrocia in un locale?
Boh.
Non ha senso questo post, o forse l’unica senso che ha è che sono felice di averlo protetto. E fanculo ai conoscenti, non mi conoscerete mai, nè leggerete di me, se ho deciso che non dovete conoscermi.