Portafoglio: Nero, in tessuto, ce l’ho da una decina d’anni, è pieno di scontrini.
Spazzola: Boh, una a caso.
Spazzolino: Uno a caso, anche lui.
Gioielli di oggi: Un anellino nel mignolo.
Lenzuola: Blu scuro (sopra) e azzurre (sotto), con copriletto bassetti con le rose rosse.
Tazzina del caffè: Bicchierino di plastica, in ufficio.
Occhiali da sole: Non li uso.
Mutande: Tanga, nero.
Scarpe: Stivaletti morbidi, senza tacco, in pelle, neri.
Borsa: Enorme e stra-pesante. Piena di block-notes, matite, libri, eventualmente macchina fotografica.
Maglietta preferita: Boh, basta sia nera e mai, mai a mezze maniche.
Profumo: Hot Couture, Givenchy (i maschi lo adorano).
CD nello stereo adesso: Playing the Angel, Depeche Mode.
Tattoos: Sulla schiena, quattro kanji (blossoms fall and leaves scatter).
Piercings: Al naso, taanto tempo fa.
Cosa indossi adesso: Guantini senza dita per non congelarmi le mani, maglia nera a rete e magliettina semplice sbracciata sotto, pantaloni in velluto a coste neri.
Capelli: Raccolti.
Trucco: No.
Nella mia bocca: Saliva?
Nella mia testa: Il nulla cosmico, o troppi pensieri, non so bene.
Persona che vorresti vedere adesso: … passo.
E’ vicino a te: Il mio capo, e tutta la mia roba della scrivania (telefono, accendino, bicchierini, monete, libro, borsa, giacca, e via così all’infinito)
L’ultima cosa che hai mangiato: Toast.
Cosa vorresti fosse fatto con il tuo corpo una volta morto: Cremato.
Chi è il tuo peggior nemico: La gente. O almeno il 99,9% della gente.
Cinque città cui ti legheresti: Non so. La mia attuale, venezia forse, milano quasi sicuramente e non saprei dirne altre.
Quali sono le tue schifezze di cibo preferite: Bustine di crème caramel, pacchetti interi di panna da cucina, dadi, pancetta a cubetti.