E così è sabato.
Da ieri sera, è in repeat su iTunes Damaged People, dell’ultimo album dei Depeche Mode.
Sono andata a letto alle 2:00, stanotte, a vedere dall’ultimo post che non sapevo di aver scritto. Mi sono svegliata poco prima delle sette, stasera. Ho dormito la bellezza di 17 ore. Senza mai svegliarmi e senza sognare. Una notte senza sogni, da quanto non capitava. Ho avuto tempo di mangiare e lavarmi, e uscire a prendere un aperitivo con mio padre, a Biella, già buio e già freddo nonsotante oggi mi abbiano detto era una bella giornata. Persone che passeggiavano per Via Italia con cappottini leggeri, luci dei lampioni. E adesso, tempo un’oretta, e io e tia ci staremo domandando dove andare questa sera. E oggi è una giornata costellata di vorrei, come sempre, ogni cosa che faccio l’apprezzo solo fino al punto del però vorrei che ….
Penso che ora masterizzerò Playin the Angel e lo porterò in macchina da ascoltare, questa sera.

All’aperitivo, mio padre ha annunciato di tenermi libera per il 1° Novembre, come ogni anno, pranzo di famiglia, della famiglia di mia madre. Soliti zii, cugini, cugine. Sarò la sola single, con tutta probabilità, a meno che la mia cuginetta più piccola (trent’anni) non abbia deciso che non funzionava con l’ultimo moroso. E l’altr’anno, il 1° Novembre, a quel pranzo, ci sono andata dopo essermi svegliata con *lui*, con brian, dopo la nostra prima notte insieme, dopo essermi vestita con lui, dopo averlo salutato con un bacio. Dopo essermi voltata per strada con lui che mi diceva che ero proprio bella, quella mattina, dimenticando che era la prima mattina che mi vedeva. E avevamo gli occhi troppo belli, avrebbe detto de Andrè, mentre tutti mi dicevano che mi vedevano davvero radiosa, vestita di bianco e sorridente e serena, con la faccia arrossata dalla *sua* barba.

E come ogni sera, arrivano le lacrime.