Squilla il telefono, che ho esattamente di fronte a me, sulla scrivania, in carica. Lo prendo e rispondo
E’ tia, che mi dice che passerà tra dieci minuti. E ridacchia.
« Perchè ridi? »
« No niente è che hai tirato su il telefono in frettissima stile oddio oddio suona »
« No tia, è che ce l’avevo qui, ma guarda che ci ho messo una pietra sopra a quella storia ormai! »
« Che storia? »
« Ah. Scusa cosa intendevi? »
« Che dal casino che hai fatto nel tirare su il telefono sembrava che ci fosse qualcuno in ufficio e che desse fastidio il telefono »
« … »
« Ci hai messo una pietra sopra, eh? »
« … »

Il fatto è che mi da fastidio il mio sobbalzare quando suona il telefono e scorrere le lettere del nome come se fossero le carte di una mano a poker. Mi dà ancora più fastidio che la prima lettera, per un caso o per l’altro, sia sempre una stupida T.