Le sere, ultimamente, che usciamo, sembrano ricorsive. Spesso la domanda fondamentale che attraversa me e tia (e che ci siamo, finalmente, fatti a vicenda l’altro giorno) è « perchè diavolo adesso usciamo con una coppia? » visto che siamo quasi sempre con dory e ele. Gli unici rimasti che, a quanto pare, hanno una parvenza di interesse a mantenere – o riprendere, a seconda dei punti di vista – una certa vita sociale.
A parte questo, ultimamente, le serate sono a tema, involontariamente. Il tema di stasera era sara, dopo un po’ che non se ne parlava. Già perchè domenica, dopo acuti calcoli, sarà un mese esatto che non si fa sentire nè con me nè con tia e sarà il giorno in cui tia la chiamerà per uscire con lei e chiudere la quesitone in maniera definitiva, invece che adottando il metodo sara: « lasciamo decadere sempre tutto ». Io sto aspettando questi eventi, sto aspettando il momento di tia, per avere il mio momento. Mi sono autoeletta come persona con il compito di pararsi davanti a lei e esporle il suo profilo psicologico, perchè sembra lei non ce l’abbia molto chiaro. Alla domanda « perchè lo faresti? » ho risposto con un semplice e conciso « per mortificarla ». Potrebbe essere una cosa d’aiuto, potrebbe finalmente aprirle gli occhi. E mi piacerebbe anche fosse così. Ma se non lo è, pazienza. Non sono certo qua a salvare le vite insulse di gente profonda come pozzanghere e felice di annegare nei suoi due centimetri di cervello. A me basta dire cio’ che ho da dire e assolvere il mio autoinflitto obbligo. Poi che sia cinque minuti dopo o mille anni dopo, verrà sicuramente il giorno in cui dirà « accidenti, aveva ragione ». E ci sono dei momenti che spero sia il più tardi possibile, quando capirà che non ha niente di importante nella vita ma tornare indietro e costruirsi qualcosa sarà ormai impossibile.