Volevo dire, ricordare, che amo la vita, amo ogni istante di vita, un po’ perché è una bella cosa in sè, un po’ perché so che è l’unica cosa cui giriamo intorno, l’unico punto fisso che può avere un essere umano, la propria vita. Come una casa, che ama le sue fondamenta, o un capitello che ama la sua colonna, o un fiore che ama il suo stelo.
Mi maledico spesso e mi autocompatisco per aver, in passato, pensato che fosse una cosa inutile, pensando che fosse solo un passaggio, un mezzo, pensando che avrei potuto farne a meno. Incredibile. Vorrei aver saputo dieci anni fa le cose che so adesso, le cose che penso ora: mi sarei evitata certo mille dubbi esistenziali e gesti senza senso, stupidi e pericolosi.
La amo, ma, in sere come questa, la sento come si può sentire un amante troppo opprimente, o spesso assente. E’ un amore che, in notti buie e fredde e così dannatamente silenziose, diventa un’amore combattuto, tormentato, terribilmente stretto. Che ti viene da dire che piuttosto che amare una cosa così, preferiresti non avere niente da amare. Ma sono solo parole buttate in aria in momenti di debolezza, e sai che il giorno dopo tornerai sui tuoi passi strisciando e chiedendo scusa e ammettendo che preferisci amare, ad ogni costo.