Ok, me ne vado a letto, dopo una pizza e l’allegra visione di The Time Machine, sempre adorabile. Mi sono ricordata, prima, sul letto, mentre mi lasciavo tentare (inutilmente, ma lasciamogli credere cio’ che vuole), una delle cose che mi piacevano di lui così tanto da deviarmi per tutti quegli anni: i massaggi. Buon dio, appoggia le mani sulla pelle in una maniera incredibile, senza fare pressione ma riuscendo a rilassare ogni singolo muscolo, e poi i brividi alla base della nuca, quella sensazione strana, proprio quella per cui io stravedo.
In ogni caso cedere non mi è passato nemmeno per la testa. In questo momento l’idea di un contatto fisico con un altro essere umano mi … non so come dirlo. Mi è indifferente, completamente indifferente. E’ una cosa che non mi passa nemmeno per la testa, come l’idea di uscire domani mattina con dei pantaloncini rossi a pois blu. E’ una cosa strana, mi ci devo abituare. Le altre volte che ero sola non disdegnavo comunque il contatto fisico, anzi, ne sentivo la mancanza e amavo farmi coccolare dagli amici (ficcandomi inevitabilmente in situazioni decisamente ambigue). Ora no. Ora un braccio attorno a una spalla, una mano sulla gamba, mi irritano come non mai. Da chiunque. Posso supporre che con certe persone non sarebbe forse così … ma è solo una supposizione, purtroppo. Ed è tutto il giorno che ci penso, a queste supposizioni, dannazione.