Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.

Alessandro Baricco – Castelli di Rabbia
A me sembra che tutto, sia una domanda. E le risposte non arrivano, mai, e se arrivano, è sempre troppo tardi. Ti ritrovi dopo dieci anni, sdraiata sul letto a guardare il soffitto e all’improvviso, come se arrivasse direttamente da lì, ti piomba addosso una risposta, pesante e ingombrante, a una domanda che nemmeno ricordi. E’ come trovare dietro a un mobile il pezzo mancante di un vecchio puzzle che non riuscivi a finire e che per rabbia, per sconforto, per noia, per diletto, hai buttato già via. E la rabbia nel pensare che l’hai trovato cercando un nuovo pezzo, di un nuovo puzzle, è ancora più forte, sembra una beffa. E vorresti buttare all’aria anche quelli nuovi, di puzzle, perchè tanto, tanto lo sai che non riuscirai mai a completarli nè riuscirai davvero a conservarli per il momento in cui finalmente troverai i pezzi, che sarà inevitabilmente dopo che ti sarai già dimenticata di cercarli.
Che gioco stupido è la vita. Arrivi a un certo punto e finalmente, dopo anni di ricerca, anni di confusione, capisci lo schema, capisci le regole, capisci come vanno le cose, e ti rendi conto, in quel momento, che non puoi farci nulla. Il momento che segna la fine dell’adolescenza è il momento in cui impari la sconfitta intesa nella frase « non posso farci niente ».