Lunedì, 19 Settembre (18:13)clicca per ingrandire

Saresti il mio sole, sarei la tua luna.
Sarei il tuo inverno, sarei la tua notte, nota di pianoforte in un silenzio di tomba, goccia di pioggia su un vetro appannato.
Sarei il punto da cui partono le onde sulla superficie d’un lago immobile, oscurità che crea ombre sfuggevoli in un mondo sfavillante di luce, tristezza che crea una ruga sulla fronte altrimenti distesa da serena ingenuità, o ingenua serenità. Sorriso che dischiude labbra perfette sigillate in un impeccabile silenzio. Schiuma di mare che bagna sabbia e la rende plasmabile all’immaginazione. La prima foglia rossa che cade a terra e scandisce l’inizio dell’estate indiana.
Sarei l’imperfezione di una perla perfetta, guglia spezzata nella vana propensione a dio di una cattedrale gotica, fremito di palpebre che segna la fine di un sogno e l’immersione, emersione, nella vivida sognante realtà.
Sarei semplicemente il lato scuro, oscuro, nascosto, l’imperfezione che renderebbe divina la tua perfezione.
Non mi vuoi?