« Non mi interessa cercare/trovare un tipo adesso »
« Come mai? »
« Perchè mi interessa una sola persona »
« Chi? »
« Mh … t.. »
« Ah beh ma quello lo so dalle superiori »
« No, beh, è diverso. Sarà un anno che mi piace, davvero molto. Come persona. »
« Ah »
« Senti, secondo te, su un miliardo quante possibilità ho con lui? »
« Direi quasi nessuna »
« … »
« Ma non sei te, è lui! »
« … »
« Lo sai com’è t., è difficile che qualcuno gli vada a genio »
« Eh lo so. Appunto: quante possibilità ho io di andargli a genio? »
« Mah potresti. Ma ne dubito. »

Quante dannate persone mi hanno detto queste stesse cose?
Dannazione. Ieri sera doveva esserci anche lui… ho passato metà serata agitata, finchè non s’è saputo che non sarebbe arrivato. Devo parlargli, assolutamente, ma non trovo mai il momento.
E intanto ripenso a quando, discutendo su quanto sia giusto mettere al mondo un figlio o no (ma questo c’entra poco), al tavolo del solito bar, nel dehor sulla strada, ha detto « E’ che tutte le persone hanno davvero milioni di problemi. E non parlo di problemi come l’affitto da pagare o altre cose, hanno proprio problemi come persone. A parte poche, come voi due (io e luca, ndr). »
Oppure quando, a Padova, mentre diceva che ultimamente trova sempre qualcosa di brutto da dire su quasi tutte le persone. « Le uniche persone su cui dico sempre e solo cose belle siete voi tre (io e altri due amici, ndr.). »
E ripenso a certe serate da sola con lui al tavolo di un bar. Serate davvero, davvero lontane. Ripenso a lui che dice « Non siamo diventati amici a scuola, non so perchè, ma ultimamente sento davvero un forte legame con te. Tu non senti qualcosa di particolare, stasera, qua? » e ripenso alla mia stupida bugia in risposta, al mio stupido e semplice non saprei. Penso a quando dice che siamo amici, che mi vuole bene come a una sorella.
Stupida amicizia.