Mielato profumo soffuso è ancora qualcosa
Presagio di sole
Fiocchi di lana, latte di mandorle amare
Lento chiarore

Ho fatto pulizie grandi, in bagno. Ho persino lavato i vetri!. In cucina e corridoio ho passato l’aspirapolvere, così domani potrei semplicemente uscire un’ora prima da lavoro e finire tutta la casa.

Dolce di panna e spago di lana
Filo di nylon e voce di gola

La cosa bella di pulire casa non è il maldischiena assolutamente insopportabile che ho ora.
Non è nemmeno rovinarsi le mani al punto che fatico a battere sui tastini della tastierina.
La cosa bella è svuotare la testa, completamente, come riempiendola di detersivo. E’ la crescente voglia che mi vien di pulire, e allegria, man mano che pulisco.
La cosa bella è trovare in una scatola qualcosa che credevo finito, scoprire di essere ancora buone a far su, e felicizzarmi ancora di più.

Mi hai seminata di baci e seppellita
Poi mi hai profumata di sguardi e rabbonita
Tra le tue dita di seta mi hai tradita
Poi rigirata, raggirata, malamente rammendata

Ascolto Patrizia Laquidara, piacevole scoperta di oggi, con i capelli bagnati sulle spalle, che ad annusarli sento l’odore dei semi di lino.
Mangio certosa fresca e mi appresto ad andare a letto a guardare «The L Word».

Niente non fa quasi niente mi cucio da sola
Gli strappi e i raggiri
Tranquillamente posso affondarti ora
Con la lingua tra i denti

Dopotutto, non sto nemmeno male questa sera.
In confronto a stamattina.