Sono gelosa. E non dovrei esserlo.
E il fatto di esserne consapevole non è affatto una scusante, al massimo peggiora solo la situazione.
Ieri sera, leggendo di certi occhi verdi, ho sentito una fitta, una fitta davvero dolorosa, proprio nel punto in cui ormai pensavo di non provare più dolore.
Sono innamorata? Non lo sono? Non lo so. So che dopo più di un mese, ancora non sono riuscita a mettere a fuoco l’idea che non passerò la vita con *lui*. Quando vedo una coppia con un bambino piccolo in braccio, o per mano, che sorride e ti fissa con enormi occhi azzurri, una parte di me lo guarda e pensa che fino a un mese fa i miei progetti per il futuro erano quelli. Una parte di me vorrebbe piangere.
Non serve a molto pensare che non eravamo compatibili, che non stavamo bene insieme per mille questioni caratteriali. Sono tutti pensieri razionali che vengono spazzati via quando ripenso a quanto mi ha resa dannatamente felice. Mesi di arrabbiature, mesi di tristezza, mesi di un rapporto vissuto nel peggiore dei modi non bastano a cancellare, a nascondere, nemmeno uno dei sorrisi che ho fatto grazie a *lui*.
E’ stata l’unica persona al mondo che mi abbia cambiata, profondamente, che abbia cambiato radicalmente il mio modo di vivere e di vedere la vita. E’ stato l’unico per tante, tantissime cose. L’unico con cui sono stata me stessa sempre, l’unico che mi ha conosciuta davvero in tutto e per tutto. L’unico con cui fare l’amore non aveva davvero niente, niente a che fare con un qualcosa di fisico. L’unico con cui ho desiderato, fin dal primo momento, un futuro insieme. L’unico con cui un futuro si è rivelato impossibile, per mille motivi.
E adesso è tardi, tardi per ricucire qualcosa che non funzionava. Troppo tardi per rendermi conto che non avrebbe funzionato, prima di innamorarmi.