Un giorno navigavo tra i blog, come faccio sempre. E sono capitata su un blog di una vecchia conoscenza, dai tempi di Splinder. Un blog a parte, non quello ufficiale. E sono rimasta colpita. Dai post in sè e da come erano presentati. Erano dei flash e leggerlo dava lo stesso effetto. Erano piccoli post, in un luogo e tempo a caso, piccoli ricordi. Iniziavano con "apro gli occhi" e finivano con "chiudo gli occhi".
Un giorno, una dellep ersone a cui sono più affezionata si è loggato in msn con un avatar nuovo. « Cos’è? » e mi ha dato il link al sito. Del sito, chromasia, e delle sue foto mi sono innamorata. Della foto dell’avatar ne ho fatto il template per il mio alter ego. Poi ho visto questa foto. E mi sono ricordata. Apro gli occhi. Chiudo gli occhi.

Non lo so che significato volesse dare lei a quel genere di presentazione del post. Non lo so quale sia il significato della foto per chi l’ha scattata. So solo che per me, è una rappresentazione di quegli ultimi giorni, che passerò distesa in un letto ad aspettare la morte. A chiedere ancora un minuto. E a guardare il soffitto. Aprendo e chiudendo gli occhi. Talvolta sorridendo. Talvolta piangendo. Talvolta tremando, di piacere, di dolore, di freddo. Vedendo ogni volta una cosa che credevo di aver perso, scoprendo di averla ancora, con me, e di poterla portare con me. Di poterla portare nei miei nuovi occhi. Che saranno occhi come quelli della foto.

Ho scritto un po’ di post di questo genere nel mio secondo blog. Hanno una categoria tutta speciale. Da oggi li scrivo qui, nel mio blog, dove io sono io e dove tutto è me.