Vecchia pagina di diario, 23 Gennaio 2000

L’affetto che provo, e che, ora ne sono certa, proverò sempre, è molto, molto grande. E non è lo stesso affetto che provo per il mio migliore amico, ma l’affetto che una ragazza prova per una persona di cui è stata innamorata. Ora però non mi turbano più i suoi ricordi, sono più serena…vorrei davvero potergli essere amica, poter passare ore con lui al telefono, ma penso che non capirebbe. Sa che quello che provavo per lui è ancora vivo dentro di me, e non capirebbe come potrei essergli amica. Forse il destino ci farà incontrare in un’altra occasione, un’altra volta, e forse le cose andranno meglio. Per ora l’importante è che, ogni giorno che passa, l’amore assomiglia sempre più ad un ricordo e l’affetto diventa più maturo e sincero. Forse lui, crescendo, cambierà. O forse non ci incontreremo mai più.

Duemila. Mi fa quasi impressione. A momenti mi sembra siano passati secoli, millenni. Altri momenti è come fosse ieri. Bastano due parole per ravvivare un ricordo, limpido e smagliante come appena dipinto.
Quando ho scritto queste cose pensavo non l’avrei mai più rivisto. E invece tre anni dopo lui si è messo a telefonare a tutte le persone della provincia con il mio stesso cognome per trovarmi (mi ero trasferita) e incontrarci. Siamo usciti un po’ di volte, tutte raccontate qua sopra. C’è stato anche qualcosa, una volta. A volte è una persona ottima. A volte mi infastidisce la sua presenza. E’ comunque piacevole pensare che posso telefonargli e chiedergli di bere un apertivo stasera senza problemi: siamo cresciuti, è passato tanto tempo, 8 anni, ed è incredibile che ci sentiamo ancora.