Che stupida che sono ogni volta a pensare che in una situazione del
genere la persona che ho davanti non tiri fuori il peggio di sè.
E’ sempre stato così alla fine, come faccio a sperare ogni volta che sia diverso?
Nessuna risposta al messaggio in cui gli chiedo se è arrivato a casa
intero. Telefonino spento. Telefono di casa che suona a vuoto.
A me d’improvviso i muscoli del braccio che ha in mano il telefono
cedono, come fossero acqua, e torna il batticuore che mi ha acompagnata
in questi giorni e che stavo riuscendo a sedare. Mi ritrovo a
consultare siti web di giornali, dell’ansa, alla ricerca di non so
cosa. Sarò catastrofica, sarò paranoica, ma già una volta ho visto
quanto eccesso ci sia nelle sue azioni indotte dal dolore.
Già ieri sosteneva che non me ne dovrebbe importare, che sono io che ho
rotto il vaso e ora gli chiedo di non piangere sui pezzi. Il tentativo
di fargli capire che il vaso era già rotto e gliel’ho solo fatto
vedere, sarà stato un tentativo del tutto vano? Non lo so. Ma vorrei
solo sapere che ha trovato un modo saggio e sano di sfogare dolore,
delusione e rabbia.