Non
farò nomi, ma non importa, perchè comunque chi legge il mio blog e mi
conosce sa di chi parlo. Quindi non parlerò nemmeno dei fatti perchè
non voglio sputtanare nessuno delle persone che conosco.
Parlerò solo di quello che penso io. So che adesso qualcuno che qualche anno fa mi diceva «qual’è il problema? i miei mi hanno avuto a 18 anni quindi anche io farei lo stesso perchè non sono mica cresciuto male»
ostinandosi a non vedere la differenza di periodo, a non ammettere che
una persona di 20 anni della generazione prima equivale a un trentenne
di adesso, a non ammettere che le ragazze di 15 anni ora devono ancora
sviluppare il cervello (non le tette) mentre prima erano già donne. Che
se la generazione dei nostri genitori al 90% a 18 anni già lavorava,
ora al 99% a 18 anni non si lavora. Che se prima bastava che uno dei
due fosse operaio per mantenere una famigliola, ora devono lavorare
tutti e due e fare lavori ben retribuiti. Come si fa a dire che non
sarebbe un problema avere un figlio, mentre stai frequentando
l’università? Eppure qualcuno lo sosteneva. Adesso qualcuno
starà sogghignando vedendo di non essere l’unico a pensarla così,
peccato che lui sia stato fortunato a non dover dimostrare la sua
teoria.
Io ribadisco quanto dissi a un dottore tre anni fa, esternandomi la sua contrarietà sull’aborto: «vedendo
che fine hanno fatto certe mie amiche ai tempi dell’inizio delle
superiori, io potessi renderei l’aborto obbligatorio in certi casi
».
E i casi sono: quando il reddito della coppia è sotto i 2.000 euro al
mese, quando il QI della coppia (o della madre) non supera i 20 pt. e
quando fino al giorno prima si era a feste alcoliche, quando si era in
pieno godimento della propria età, vent’anni e l’idea più remota nella
testa era «vorrei un figlio».