passato, presente e futuro.

Mi sto dannando per il male al ginocchio.
E mi sto dannando per il rileggere vecchi post.
Due anni fa, oggi, ero tornata da poche ore da verona, dal concerto di
björk e stavo facendo le valigie per partire per il mare con l’amica
Isa. Mi sembra sia passata una vita, un’eternità. Non mi riconosco
affatto nell’angy di allora, nell’angy spensierata che non aveva
problemi a cambiare uomini e a non affezionarsi. Nell’angy che si
faceva un infintià di canne e passava con lucidità ben pochi momenti
della giornata. Cosa ho a che fare con l’angy che alle 4 di notte
ballava al centro di una piccola piazza con addosso 20 centimetri di
vestitino nero, assieme all’amica con ancora meno vestitino bianco e
poco dopo si trovava a mangiare un panino con 4 ragazzi appena
conosciuti?
Un anno fa invece era tutto piatto. Nei miei post parlo di giggio,
della macchina, dell’autoradio, di harry potter, dell’ex di sara che
tornava a casa di lei per prendersi la sua roba. La normalità fatta a
vita.
Adesso c’è qualcosa di diverso da tutte e due le situazioni. C’è una angy diversa.
C’è un’angy un pochino più cinica, più seria e più impostata. C’è anche
un’angy con più voglia di vivere. C’è un angy più riflessiva e più
silenziosa.
Anche se in quati giorni sono giù di corda, per la stanchezza, per il tempo, per i soldi, per il lavoro, per le discussioni.
Ma so che basta anche solo una cosa carina per farmi sentire felice.
So che con *lui*, per quanto certi ricordi facciano ancora male e per
quanto certe volte sembra che non abbiamo nulla da spartire, so che con
*lui* va bene. So che sono innamorata, anche se ho smesso di sentire i
crampi allo stomaco quando vedo il suo nome apparire sul display del
telefono. Quel nome lo vedo sempre, non c’è più motivo per avere crampi
allo stomaco. Ma di motivi ce n’è sempre di nuovi, se non è il nome sul
display sono i fiori bianchi in casa, oppure l’essere assieme in baita
a cercare di ravvivare il fuoco della stufa, e so ce ne saranno tanti
altri.

5 commenti

  • **PesceLuna ha detto:

    Sai, ero anch’io a Verona. Però devo dire che il concerto mi ha un po’ deluso.

  • anija ha detto:

    Ti piace björk?  Oh gioia, oh gaudio!
    E’ stato il mio primo – e per ora unico – concerto suo, anche perchè tappe italiane ne fa poche e dell’ultimo album non ha fatto nessun tour ancora. Quindi mi è piaciuto principalmente per questo. E’ durato poco, ma anche 5 minuti sarebbero stati fantastici

  • Silvietta ha detto:


    capisco quello che dici. Si cambia in maniera forsennata… ma trovare
    la "normalità" non è mica un male! non si può essere adolescenti per
    sempre e… è sicuramente meglio così!

  • wuti ha detto:

    Sono le ultime cose che hai scritto quelle che contanto e quelle che poi, alla fine, rimangono.

    I panini con gente appena conosciuta sono dei bei ricordi di momenti in cui facevi casino dentro e fuori di te, e penso che un pò tutti (quelli che hanno avuto una vita sociale, almeno) hanno avuto quel genere di "panini".

    Ma ora, senza entrare nel merito della tua storia con questa persona che non conosco, vivi quello che hai.

     

    Ecco, si, fai una cosa che secondo me ormai in pochi fanno: guardati intorno (o guarda lui) e trova, invece dei motivi per lamentarti, i motivi per i quali, alla fine, ti accorgi di amarlo o per i quali ti senti, ogni tanto, un pochino felice

    Se ce la fai, sei una delle poche che conosco che ci si è messa d’impegno, in questa cosa.

    Stammi bene…

    Andre 

  • **PesceLuna ha detto:

    Anche per me è stato il suo unico concerto, e devo confessarti che non so se avrò voglia di vederne un altro… Breve, indubbiamente… ma anche lei non mi è piaciuta molto, mi è sembrata distante, poco generosa, non so… non mi ha trasmesso quel "qualcosa" che dopo un concerto, solitamente, continua a premere dentro per giorni. (E pensare che ci tenevo molto a vederla.)

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