Mi sto dannando per il male al ginocchio.
E mi sto dannando per il rileggere vecchi post.
Due anni fa, oggi, ero tornata da poche ore da verona, dal concerto di
björk e stavo facendo le valigie per partire per il mare con l’amica
Isa. Mi sembra sia passata una vita, un’eternità. Non mi riconosco
affatto nell’angy di allora, nell’angy spensierata che non aveva
problemi a cambiare uomini e a non affezionarsi. Nell’angy che si
faceva un infintià di canne e passava con lucidità ben pochi momenti
della giornata. Cosa ho a che fare con l’angy che alle 4 di notte
ballava al centro di una piccola piazza con addosso 20 centimetri di
vestitino nero, assieme all’amica con ancora meno vestitino bianco e
poco dopo si trovava a mangiare un panino con 4 ragazzi appena
conosciuti?
Un anno fa invece era tutto piatto. Nei miei post parlo di giggio,
della macchina, dell’autoradio, di harry potter, dell’ex di sara che
tornava a casa di lei per prendersi la sua roba. La normalità fatta a
vita.
Adesso c’è qualcosa di diverso da tutte e due le situazioni. C’è una angy diversa.
C’è un’angy un pochino più cinica, più seria e più impostata. C’è anche
un’angy con più voglia di vivere. C’è un angy più riflessiva e più
silenziosa.
Anche se in quati giorni sono giù di corda, per la stanchezza, per il tempo, per i soldi, per il lavoro, per le discussioni.
Ma so che basta anche solo una cosa carina per farmi sentire felice.
So che con *lui*, per quanto certi ricordi facciano ancora male e per
quanto certe volte sembra che non abbiamo nulla da spartire, so che con
*lui* va bene. So che sono innamorata, anche se ho smesso di sentire i
crampi allo stomaco quando vedo il suo nome apparire sul display del
telefono. Quel nome lo vedo sempre, non c’è più motivo per avere crampi
allo stomaco. Ma di motivi ce n’è sempre di nuovi, se non è il nome sul
display sono i fiori bianchi in casa, oppure l’essere assieme in baita
a cercare di ravvivare il fuoco della stufa, e so ce ne saranno tanti
altri.