Sono in viaggio.
Tre ore, per un paese mai visto, che si aggiungerà alla – breve – lista delle cose che ho visto.

Vorrei arrivare a Milano, uscire dalla stazione, respirare, tornare dentro e prendere un treno per andare lontano.
Lasciare tutto qua. Mandargli un sms con scritto «Me ne devo andare. Questo non è il vivere che cerco» e buttare via la scheda.

Potrei farlo.
Ricominciare tutto da capo.
Rifare tutto evitando di cadere nelle stesse trappole, di ripetere gli stessi errori.
Ricominciare tutto e magari trovarmi la vita che cerco.
Rifare tutto aspettandomi meno dalle persone, meno dagli eventi, meno dalle situazioni.

Perchè è questo che danno tutte lo cose: meno di quello che mi aspetto.
Sempre, tutto e tutti.

In un vecchio block notes dimenticato in ufficio, sotto pile di
documentazione tecnica, trovo riassunti in mezza pagina i pensieri che
hanno pervaso tutte le mie giornate dell’ultimo anno.
Improvvisamente, rispondere alla domanda «Ho davvero cambiato le cose
che non andavano? O mi trovo di nuovo nella stessa situazione?» diventa
increbilmente facile.

Sì.
Come ho potuto pensare che fossero anche solo simili queste situazioni?
Sì che sono cambiate: ora sono felice.