Sono andata al solito Expo di primavera poco tempo fa, la solita fiera dell’inutilità (ed è anche a pagamento) che viene fatta due volte l’anno e che per qualche strana coincidenza astrale visito due volte l’anno.
E’ successo che i soliti tipi mi hanno fermata (come accade nel 90% degli stand) per chiedermi nome e cognome e in cambio offrirmi una prova gratuita dei loro macchinari di pulizia tappeti e/o materassi.
E’ successo che io ho pensato a Vinde e ho pensato che sono due anni (da quando l’ho conosciuto, praticamente) che non ci vedo, nella folta chioma, uno spiraglio di nero, ma solo un immensa distesa di triste e desolante grigio. E ho pensato: dicono che portarlo a lavare costa tanto … approfittiamone :)

Allora ieri mi chiama la gentile tipa della ditta di cui ovviamente non ricordo il nome, nè dove sia, nè il nome dei macchinari, mi chiama e fissiamo l’appuntamento per lunedì. Mi dice che durerà almeno un’ora (quindi c’è una buona possibilità che lo puliscano tutto e non solo il solito quadratino). E fin qui tutto bene. Poi…

«C’è anche suo marito in casa a quell’ora? Così vedete tutti e due come funzionano»
«… *panico* … ehm … mmm (nel frattempo passa una carrellata di frasi tipo "no non c’è" "cosa le fa credere che sia sposata" "anche se fosse posso decidere da sola" tutte con toni decisamente scartabili) … è che io non ho un marito *smile* eheh»
«Oh … oooooh mi scusi, non pensavo :D»
«eheh … si figuri … ^_^”»