Stasera a casa alle 17:00, che per oggi le mie 8 ore le ho fatte.
Sono stanca morta, ancora più di ieri.
Voglio farmi l’ennesima doccia e per l’ennesima volta sperare che i capelli restino bene.
Stasera forse arriva *lui*. Domani alle 15:00 firmo il famoso contratto della casa. Non sto nella pelle per la cosa, non capisco nemmeno più se è per nervoso, agitazione, preoccupazione, eccitazione.
Spero solo si concluda tutto il più in fretta possibile, per poter riniziare a stare bene.
Come dicevo nei commenti *se tutto andasse bene* (mi sento sempre obbligata ad aggiungere questa frase mentre parlo di sta faccenda, viste le volte che ho visto andare tutto a fanculo all’ultimo momento), questo sarebbe il mio quarto trasloco.
Anzi quinto, ma non che io ricordi:
2 anni -> da appartamento Biella a cascina a Dorzano, in campagna.
15/16 anni -> da cascina adorabile a Dorzano, villettina a Biella (si torna alla città).
19 anni appena compiuti (due giorni prima) -> da casa con i miei ad appartamento con Lacy, il mio ex ex ex … vabeh :D
20 anni (quasi) -> da apparatamento con Lacy al mio attuale appartamento, dove si sono accampate/hanno vissuto diverse persone, a partire dall’essere chiamato coinquilino, per chi si ricorda infatti quando ho aperto questo blog la descrizione era "20 anni – una casa tutta mia – un coinquilino da ammazzare – un martini – una sigaretta – una birra".
Fortunatamente dopo qualche mese sulla frase "un coinquilino da ammazzare" ci ho tirato una bella riga.
Adesso sono due anni giusti che ci vivo, due anni e 18 giorni.
Ci sono arrivata con due/tre scatoloni e me ne andrò con decine di scatoloni, tende, lampadari, fumetti, libri, piatti, pentole, un tappeto, due scrivanie, un computer e un letto.
Quei muri han visto tanto, troppo. Hanno visto pianti eterni, hanno visto grandi feste e cene, hanno visto tanti, troppi corpi. Hanno visto crearsi coppie e dividersi, hanno ricevuto confessioni mie e di amici e conoscenti, hanno assorbito nervosismo, tensione, amore, dolore, odio, rabbia, pensieri, fumo, calore, freddo, acqua, rum, buon vino e birra.
Credo ne abbiano abbastanza di me, quanto io ne ho di loro e dello sguardo severo che hanno, la notte.