Si alza alle 8:30, non ce la fa prima, vista l’ora a cui è andata a dormire e come ha dormito.
La radiosveglia dice che c’è traffico verso milano a causa degli scioperi.
Ma non era ieri?
Speriamo si sia semplicemente sbagliata.

Si fa i suoi 1.9 km a piedi, avvolta nel suo poncho nero e con un umore pessimo.
Arriva vicino al 48 di via Tripoli, dove tante volte c’è stata per riprendersi la macchina rimossa dalla piazza.
Il cuore rallenta e accelera, rallenta e accelera.
Respirare si fa difficoltoso, come se l’aria fosse calda, incandescente, e i polmoni bruciassero ad ogni mezzo respiro.
Entra nell’edificio grigio e dopo un minuto di disorientamento va a sinistra, dove c’è scritto polizia municipale.
Consegna in silenzio, volto teso e immobile, il foglietto per ritirare la "notifica".
Il vigile la guarda, prende il foglietto e se ne va nello stanzino oscuro dietro la porta, probabilmente a cercare le manette per arrestarla.
Passano secondi che sembrano oceani infiniti di tempo.
tic
tac
tic
tac
Arriva il vigile, la guarda di nuovo, da dietro il suo vetro.
Aspetti che vengo lì fuori
Ecco, è una notizia talmente pesante che nemmeno se la sente di dirmela da dietro il vetro.

E’ una notifica dall’anagrafe per la richiesta di residenza respinta del signor… signor
***
Si, ecco.
Io non ho dormito stanotte per questo?
Ride. Poi guarda la sua faccia ancora di pietra, serissima. Sul serio non ha dormito?
Eh, già.
Senta mi lasci il suo numero di telefono (ammicca) così la prossima volta la chiamo e non si preoccupa inutilmente.
Ecco, va bene.

Lascia il numero e se ne esce, sorridendo a chi incontra per strada perchè oggi è una giornata meravigliosa.