Sognavo che t. mi stava chiamando al telefono per dirmi che era tardi e non ero andata a lavoro.
Mi sveglio, mi alzo, mi vesto quanto più in fretta riesco (cercando di ricordare a me stessa che non sarei più passata da casa fino a sera = vestirmi in modo decente, non con la prima cosa che capita). Guardo l’ora prima di uscire: 9:10. Fantastico. Il mio pullman delle 8:30 è perso, forse riesco a prendere il pullman delle 9:16 che ci metterà i suoi venti minuti ma almeno arriva a destinazione. Arrivo alla fermata, un dubbio mi assale, cerco i biglietti e come prevedevo ieri sera li ho dimenticati in ufficio. Vado in edicola, compro, pullman perso ormai, faccio che dirigermi qualche fermata più in là aspettando quello delle 9:31. Arriva, salgo, 20 minuti, e ancora due da fare a piedi. Mi incammino – se dio vuole non piove – e passo davanti a un’edicola in cui avevo visto dei winnie the pooh, quelli vestiti da animali, entro, vedo che costano 1.50 e ne prendo due (pinguino e giullare). Arrivo in ufficio, vedo che anche Nico è arrivata ora e penso "wow, tutti ritardatari oggi". Erano le 10 ormai. Accendo il pc e nell’angolo in basso a destra vedo "8:58".
"Paolo, ma che ore sono?"
"Quasi le nove"

Cazzo. E’ vero che ho gli orologi avanti di un’ora a casa.