Sono metereopatica, e questo si sa.
Fuori c’è tantissimo vento, un vento particolare, ci sono turbini di foglie rosse ovunque.
E’ un po’ come prendermi e mettermi in mezzo a una bufera di neve. Mi guardo intorno meravigliata da quanto può essere bella una cosa naturale, una cosa che fino a poco tempo fa archiviavo nella norma e a cui non prestavo attenzione. Guardo dalla finestra le foglie che si alzano e girano su se stesse ed è così bello.
In montagna ha nevicato.
E’ quasi tempo di sci. E io quest’anno farò una stagione sciistica ancora più ristretta di quella passata, con le sue ben 4 escursioni in montagna. Sciare è uno sport costoso, gli sci hanno bisogno di lamine nuove, quest’anno niente tessera fisi e niente sconti sulle giornaliere, ho bisogno anche di guanti nuovi e di un nuovo coso per la testa, che il mio rosa con i ponpon nel genere i’m a stupid stupid girl è scomparso in qualche meandro della casa (o forse è solo nel borsone degli scarponi da 11 mesi). Voglio andare a sciare, voglio trovarmi in mezzo a una pista deserta e meravigliarmi della neve, voglio sentirmi libera come solo sugli sci mi sento. Dannazione.