oggi è anche una giornata bella, sole, fresca, limpida.
fuori c’è pace, a quest’ora, anche se è sabato, sono tutti a casa davanti ai loro cari a mangiare. io mangerò un panino più tardi. forse non avrò mai una vita così. casa, famiglia. forse dopo tutte queste cose credo di non volerla nemmeno più. per arrivare dopo 20 anni e scoprire che la persona che ami non è cioè che sembra. forse davvero è meglio stare soli, io mi basto e non mi faccio male. oppure trovarne uno ricco, con cui le cose siano chiare da subito: non è amore. è sopportazione, è piccoli gesti quotidiani, ma non è amore e non rimarrò delusa. sono i classici pensieri di chi è in una situazione del genere, e chi non lo pensa? ma stavolta sarà così.
gli eventi ora come ora stanno portando da tutt’altra parte, ma gli eventi probabilmente dureranno poco e poi tornerò alla mia vita di prima, tranquilla e senza quelle emozioni fortissime che provo ora.

famiglia

riprendiamoci.
oggi va meglio.
certo, bere la sera e poi dire "no, torno a casa a piedi così rifletto" e ovviamente a metà strada iniziare a riflettere sul serio, non è mai una buona idea in questi casi. no no.
ora sto pulendo la casa.
così mi libero la mente.
sto mettendo tutta la sua roba ammucchiata in cucina, in modo se la porti via il più in fretta possibile. la casa ha già il mio odore, non più il nostro.
sto pulendo bene bene, non che serva a nulla, se non a stancarmi, ma non ho altro da fare. potrei sedermi sul letto e riflettere, ma eviterò.
adesso porterò giù sacchi di spazzatura (sacchi e sacchi, sto buttando via molte cose). butto via le piante, le cose comprate insieme e che mi farebbero pensare all’insieme davvero, come il puzzle di salvador dalì mai iniziato, le palline dell’albero di natale, tante cose insomma. ho anche preparato una busta con i suoi regali. non li voglio. non li resituisco, ma non li voglio nemmeno. non ho mai fatto così, anzi, ho sempre tenuto i ricordi anche quando le cose finivano male ma sta volta no, sentirei l’odore di marcio che hanno e non voglio.
il gatto questa mattina ha cercato di svegliarmi alle otto
mi è letteralmente saltato addosso e poi mi usava per esercitarsi nei salti. avanti e indietro. a mezzogiorno il campanile, o meglio i camapanili in stereo mi hanno dato il colpo di grazia. ho sentito sprok appena sveglia e dopo ci vediamo. ci vediamo moltissimo in questi giorni e io ne sono così felice. per lei ho fatto abbastanza quando era lei ad avere bisogno di noi? non lo so, temo di no.
stasera esco con lui.
mancano sette ore e mezza. partirò alle 19, tra meno di 6 ore … non vedo l’ora, non vedo l’ora di abbracciarlo e di buttare via tutte le cose che mi hanno rattristato in questi giorni, non vedo l’ora di vederlo.

me lo merito?
e cristo, faccio male a pensare che non me lo merito?
non mi merito tutto questo. dopo una storia che mi ha deluso più di ogni altra cosa, mi trovo una persona in cui ripongo tutto, tutta la mia fiducia che lui ripaga così.
non me lo merito, non ho fatto niente per meritarmi tutto questo e l’altro giorno mentre litigavamo se fossi stata in casa l’avrei ucciso. e gli auguro di morire. faccio schifo e sono una persona orribile, sono insensibile e cattiva ma gioirei se lui domani andando a milano si trovasse un camion particolarmente sbandante. non ho fatto niente per meritarmi questo, gli ho dato tutto quello che avevo e lui mi fa tutto questo e io non provo nemmeno odio, non provo nulla, vorrei solo non esistere.
mi sento debole come non lo sono mai stata, mi sento privata di ogni cosa e non voglio ricominciare da capo. e lui nemmeno sa che sto male, nemmeno sa a cosa penso, nemmeno si rende conto, dopo due anni nemmeno sa come sono e chi sono.


























