mah. non so che pensare.

l’altro giorno, lunedì 13 settembre, arrivo a casa dopo una giornata di merda (come è giusto che sia ogni lunedì, sembrerebbe) e vado da quello che si presume sia il mio compagno, per sfogarmi e farmi consolare.
in tutta risposta
"non me ne frega un cazzo di quesste cose, sono ripetitive"

queste cose, sono la mia vita.
il mio lavoro, i miei hobby, cio’ che mi fa arrabbiare e cio’ che mi rende felice, sono la mia vita.
non esigo che ti interessino. ma almeno ascoltami.
io ti ascolto quando ti metti a parlare di carne e altre stronzate, quando ti lamenti dei tuoi capi, quando ti lamenti di alcuni colleghi, io ti ascolto e quando dici nomi che non conosco ti chiedo chi sono, e quando dici cosa ti fa arrabbiare cerco di consolarti.

puoi anche dire "scusa, in quel momento ero girato male".
ma non sono stupida.
tu vedi i miei semi-lavori, come questa piattaforma, come una scocciatura, che mi tiene lontana dal letto, che mi fa arrabbiaer al lunedì mattina. una scocciatura e nient’altro. sbuffi quando dico "correggo un attimo un errore".
ma io vivo per questo. è la mia più grande realizzazione personale, ne sono orgogliosa, fiera e felice. e te la rendi una merda.

voglio una persona che mi apprezzi oltre alla faccia, al corpo e a qualche lato del carattere.