mi chiama pur sapendo che ho la batteria scarica e non posso rispondergli e poi non mi scrive neanche buonanotte prima di andare a dormire.

e come sempre, quando è via, la morsa dei dubbi mi attanaglia. i discorsi con gli amici sempre gli stessi: "ah si, quelo gliel’ho detto anch’io" e "ma come si fa" e alla fine "beh ma bisogna vederla da tutti e due i lati".
sarà. rimane il fatto che io di lato vedo solo il mio.
per una volta che provo un sentimento enorme per una persona, che il viverci assieme non mi pesa, che mi rende felice il solo fatto di averlo vicino, ci devono essere tutte queste altre cose che rovinano tutto.
che non è vero che l’amore supera tutto, che l’amore è l’unica cosa che conta.
conta mangiare, conta andare d’accordo, conta il rispetto reciproco e il sentirsi amati. io non mi sento così. per quanto sappia quello che prova per me, perchè è ovvio, sono comunque i piccoli gesti che fanno sentire una persona amata. piccoli gesti che non si vedono neanche lontanamente qui. piccoli gesti che fanno vedere il desiderio anche dell’altra persona di rendermi felice. io afccio di tutto per vederlo felice. mi preoccupo per lui, spendo soldi per lui, cerco di apprezzare le cose che apprezza lui, cerco di farlo felice insomma. cosa ci vuole? un po’ di impegno qui, un po’ di sacrifici la. e basta.
io credo di starci riuscendo … a renderlo felice dico. e magari non ci riesco come vorrei, ma ci provo cazzo, ne sono tutti testimoni. sta storia del "la gente non cambia" è una cazzata. io sono cambiata. io.
che palle. alla fine faccio sempre la figura della rompicazzo e di quella assillante. "sei mica sua madre".
MAH.