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Dai 13 ai 17 anni ho tenuto un "diario segreto" in cui ho scritto i primi amori, i primi baci, le prime delusioni e tutte le emozioni vere che ho provato.

Non scrivevo costantemente, un paio di giorni al mese circa, ma ci sono scritte tante cose che possono spiegare meglio a me stessa chi sono ora e perchè lo sono e come lo sono diventata.

Il diario lo tenevo sul mio iMac, protetto da password.

Un giorno mia madre, dietro consiglio di un prete amico di famiglia che mi auguro sinceramente diventi martire, lesse il mio diario.
Mio padre l’aiutò (per forza, mia madre non lo sa neanche accendere il computer)

Spiego meglio la cosa con un evento che forse fa capire meglio cosa passa nella sottospecie di cervello di mia madre:

Avevo una smemoranda, come tutte le ragazze di sedicianni a quei tempi. I miei compagni la prendevano, ne guardavano i tanti disegni, le tante scritte, e ci lasciavano del loro. Tutte le mie smemorande non hanno la copertina in quanto troppo "grosse" per averla.
Un giorno un mio compagno, con cui c’era un amicizia abbastanza solida, la prese e scrisse qualcosa tipo
ciao angy
come va oggi?
ti è piaciuto ieri sera? Sono belle le stanze dell’Agorà (
noto albergo costosissimo di Biella).
bla bla bla

scritto con la tipica ironia volgare di un ragazzino di 16 anni.
Sarebbe stato chiaro anche a un idiota che era uno scherzo. Soprattutto se l’idiota sapeva che il giorno prima ero stata a casa.

Ma lei no.

Era solo una cosa in più che consolidava le sue fantasticherie sul mio modo di fare.

Quindi, quando lesse il diario su cui ho scritto ogni avvenimento degno di nota di quei cinque anni, potete immaginare cosa successe.

Da lì deriva il taglio più lungo – 20 cm – e profondo che ho sul braccio.
e da lì, deriva principalmente il mio vivere da sola oggi.