famiglia di merda

mi confido con loro … più che confidarmi, gli spiego la situazione per metterli al corrente subito prima che si scateni poi l’inferno per averlo saputo da terzi. E invece che parole di conforto, di speranza, o semplicemente un gesto d’aiuto, li vedo invece iniziare a discutere sull’io l’avevo detto che non doveva fare quella scuola e sull’io l’avevo detto che doveva andare a lavorare in banca

e io mi ritrovo ad abbassare il volume della televisione, nell’altra stanza
e a tendere l’orecchio per ascoltarli
per ascoltare il disprezzo nelle parole di quella vipera
verso me e verso chi invece ha avuto e ha tuttora fiducia in me

mi ritrovo li e mi sembra di tornare bambina, accovacciata sulle scale di marmo della casa di campagna, tremante dal freddo, ad ascoltare fino a notte fonda i loro discorsi su me, su cosa avevo fatto e non fatto, su mia sorella, e a piangere silenziosamente.