arriviamo in boheme, come tutte le sere.
sono stanca, come tutte le sere.
ho voglia di svagarmi un po’ sennò mi addormento, come tutte le sere.
ci sono anche dory ed elena ci sediamo tutti al tavolo, io sono con tia e sara.
la serata inizia già di merda, causa una farfalla-pipistrello di dieci centimetri di apertura alare … mi accuccio sotto una sedia terorizzata. Ecco che nel frattempo arrivano laura, beppe e l’altro, si chiama andrea mi pare. E si siedono alla mia sedia.
Ne prendo un’altra.
Tempo cinque minuti iniziano a giocare a carte. A briscola in cinque.
Con tutti i giochi fattibili in otto, loro no, devono giocare a briscola in cinque.
Con tutti i giochi fattibili in sei, se proprio laura ed elena non volevano giocare a niente, loro no, devono giocare a briscola.
E io?
Quando ho detto che non volevo giocare? Quando ho detto che preferivo star li a guardare il soffitto mentre loro giocavano e sara ed elena parlavano dei cazzi loro?
Arrivate, vi sedete al mio posto, mi mettete in un angolo e vi mettete a giocare.
Esco per parlare al telefono, rientro … e c’è un altra persona che si era seduta al mio posto.

E io?

sono uscita con le lacrime agli occhi

sono rientrata.
giocavano a scopa in quattro.

perfetto

sono stata li un po’, poi ho preso baracca e burattini e me ne sono tornata a casa da sola a piedi sotto la pioggia.
era tanto che non mi sentivo così messa in disparte.

fanculo tutti

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